Massimo Bottura: Chef Collezionista | Andrea CONCAS | ArteCONCAS

“L’ingrediente più importante del futuro è la Cultura!” 

Questa bellissima frase è stata pronunciata da Massimo Bottura, chef di fama mondiale con il pallino per l’arte!

Scopriamo la sua incredibile collezione!

Lui ha fatto dell’Arte la sua filosofia di vita e imprenditoriale. Massimo Bottura è il vulcanico chef e fondatore dell’Osteria Francescana di Modena, premiata con tre Stelle Michelin ed eletto per ben due volte (2016 e 2018) il migliore ristorante del mondo nella classifica The World’s 50 Best Restaurants.

Bottura condivide insieme alla moglie Lara Gilmore non solo una filosofia etica per la cucina, ma una passione straordinaria per l’arte.

L’amore per l’arte e il collezionismo muove la coppia a cimentarsi sempre in progetti inediti che vedono il loro gusto e la visione del bello concretizzarsi in iniziative imprenditoriali destinate ad avere successo. 

Lo chef stellato ama collezionare opere d’arte e vecchi dischi in vinile, e spiega che “collezionare non riguarda il possesso, ma la volontà di preservare e condividere, perché il desiderio di circondarsi di arte sia uno stimolo a guardare il mondo da un’altra prospettiva“.

La collezione d’arte di Bottura inizia nel 1995, ma la prima vera opera d’arte contemporanea è stata acquisita nella galleria modenese di Emilio Mazzoli, tutt’ora suo grande amico, con un’opera dell’artista Marco Cingolani. 

Nel tempo la raccolta cresce, basata non tanto sull’impulso del possedere oggetti, quanto sul lasciarsi travolgere dalle opere e dagli artisti con i quali Bottura e sua moglie creano legami di amicizia indissolubili. Tra questi JR, Maurizio Cattelan, Maurizio Nannucci, Simon Sterling, Carlo Benvenuto, tra gli artisti più amati, Vik Muniz o Shirin Neshat.

La raccolta di Bottura potrebbe far invidia a molti musei internazionali.

Si trovano opere di arte moderna e contemporanea con artisti del calibro di Joseph Beuys, Michelangelo Pistoletto, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, Vanessa Beecroft, Mario Schifano, Jonas Wood, Cindy Sherman o Tracey Emin tutte allestite nei luoghi più vissuti dalla Famiglia Bottura come le case e i ristoranti in una continua osmosi di ispirazione.

Infatti il rapporto tra il buono e il bello è pulsante nella vision di Bottura, tanto da decidere di esporre la sua collezione d’arte nei suoi ristoranti – che incarnano il concetto etico del Refettorio – dove “la qualità del cibo è anche la qualità delle idee”.

Non mancano ristoranti che portano addirittura il nome di alcune opere d’arte come quello di Dubai chiamato “TORNO SUBITO”, ispirato al titolo di un’opera di Maurizio Cattelan del 1989 – una sorta di happening che consacra il successo dell’artista, agli inizi della sua carriera.

Vera eccellenza del connubio tra arte e ristorazione è l’Osteria Francescana, dove l’arte trova posto non solo alle pareti, ma anche negli straordinari piatti liberamente ispirati alle opere. 

Tanti i nomi degli artisti coinvolti come Dan Colen, Giuliano Della Casa e perfino Damien Hirst. 

A pochi chilometri dall’Osteria Francescana Massimo e Lara hanno inaugurato Casa Maria Luigia, un resort con l’anima di un museo. 

Arte contemporanea, design, musica, vintage e antiquariato sono i veri protagonisti degli spazi, che al loro interno ospitano preziose opere d’arte come il trittico in Lego di Ai Weiwei, dove l’artista è intento a infrangere un vaso cinese di duemila anni. 

Quest’opera è molto significativa per Bottura, metafora del suo processo creativo che vede l’arte come la cucina: “Per evolversi il cuoco/artista deve avere uno sguardo al passato e la volontà di ricreare il futuro“.

E allora prestissimo mi auguro di incontrare questo straordinario chef per parlare di arte, cibo e buon vino…

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