La censura dell’arte sui social network / ArteConcas / Andrea Concas

La censura dell’arte sui social network

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La censura dell’arte sui social network continua a mietere vittime.

E tra queste, pensa un po’, ci sono anch’io!

Scopriamo gli ultimi casi di censura su Facebook e Instagram!

Negli ultimi tempi, il mondo dell’arte ha imparato bene cosa significa la parola ALGORITMO.

Nello specifico si tratta di una procedura che si applica anche al mondo dell’informatica al fine di risolvere specifiche problematiche applicando una sequenza finita di istruzioni.

Più semplicemente l’algoritmo, applicato all’utilizzo dei social network, tutela gli utenti da immagini inappropriate non solo attraverso segnalazione da parte degli stessi utenti, ma anche e proprio tramite l’applicazione puntuale, se non rigida, delle istruzioni previste.

Ecco allora che si arriva in molti casi ad avere un ALGORITMO TALEBANO anche di fronte a post che diffondono immagini di opere d’arte.

Le ultime vittime che hanno subito la censura dei social sono i nudi di Antonio Canova, esposti nella Gypsotheca di Possagno e prima ancora, il celebre gruppo scultoreo Amore e Psiche dello stesso artista aveva ricevuto il medesimo trattamento.

Bloccato per “nudità” su Instagram anche il video promozionale della mostra dedicata all’artista russa Nathalia Goncharova realizzata da Palazzo Strozzi di Firenze.

La motivazione? “immagini raffiguranti nudità e porzioni di pelle eccessiva”.

Beh la censura dei social ha colpito anche i miei video, in particolare l’ArteCONCAS TALKS IN STUDIO con l’artista Tatiana Brodatch.

C’è chi ha iniziato a battagliare contro la censura dei social sull’arte, come lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi, il quale ha provocatoriamente proposto a Facebook di affidarsi agli storici dell’arte piuttosto che agli algoritmi nella valutazione delle immagini.

Sembrerebbe infatti che Sgarbi, presidente delle Fondazione Canova, stia addirittura per avviare una causa contro Facebook e Instagram, in quanto il museo risulterebbe danneggiato nella strategia di comunicazione e promozione della propria collezione proprio sui social network, con risultati negativi sull’economia dell’istituzione.

Il noto critico non è stato l’unico però a infuriarsi, perché già nel 2011 lo studioso francese Frederic Durand aveva subito una vera e propria censura totale, con cancellazione del profilo, per aver postato la famosissima Origine del Mondo di Gustave Coubert.

Sembra incredibile che proprio l’arte e le opere subiscano la censura da parte dei social network, allora forse è arrivato il momento di rivalutare i parametri di giudizio e di elaborazione dei dati per trovare nel nostro feed la bellezza dell’arte e non il paradosso di immagini esplicite.

E tu, cosa ne pensi della censura dell’arte sui social?

Guarda il video su ’ArteCONCAS TALKS IN STUDIO con l’artista Tatiana Brodatch.:

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