CHE COS’E’ LA BIENNALE DI VENEZIA / ArteConcas / Andrea Concas

CHE COS’E’ LA BIENNALE DI VENEZIA

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Ha appena inaugurato la sua 58 ͣ edizione, tutti gli occhi del mondo dell’arte sono puntati sulla Laguna.

Sei pronto a scoprire che cos’è la Biennale di Venezia? 

La storia della Biennale di Venezia è lunga 124 anni, fin dalla sua fondazione si è posta all’avanguardia nella promozione delle nuove tendenze artistiche, lasciando il segno e spesso diventando punto cruciale di discussioni e riflessioni, arrivando quindi ad essere epicentro di vere e proprie proteste che sono sfociate in rivolte…tutto questo è la Biennale di Venezia.

Per gli appassionati d’arte ma non solo, Venezia ogni due anni diventa la città in cui si vive, si respira, si osserva e si parla d’arte a 360 gradi. 

Nel 1894 si stabiliscono le regole su cui basare l’esposizione: si sarebbe adottato un sistema a invito, sarebbe stata riservata una sezione all’esposizione anche agli artisti stranieri!

Sarebbero inoltre state ammesse opere gli artisti italiani non invitati, ma selezionati da una giuria. 

La biennale di Venezia viene inaugurata il 30 aprile del 1895 con una prima edizione che all’epoca era stata battezzata come “Prima Esposizione Internazionale dell’Arte della Città di Venezia”, alla presenza dell’allora re d’Italia Umberto I, dove parteciparono 285 artisti selezionati , 156 dei quali sono stranieri che si contendono un primo premio pari a 10.000 lire. 

Tra i vincitori, Giovanni Segantini e Francesco Paolo Michetti. Il successo di pubblico è grandioso per quei tempi ben 224 mila visitatori! 

Non tutti sanno che in Biennale era presente, sin dalla sua nascita, un  ufficio vendite che tratteneva ben il 10 % di commissione sul prezzo di vendita delle opere esposte, poi aumentato in seguito al 15 %.

Nel 1920 su 1805 opere esposte ne furono vendute 682 delle quali 263 italiane e 419 straniere, per un totale di 2.628.747 lire. Una crisi di vendita tra il 1929/30 per poi riprendere a pieno ritmo fino al 1968, quando cessa la sua attività dopo le  proteste degli artisti che accusano l’organizzazione di essere diventata uno strumento di mercato.  

Il fulcro della Biennale sono i Giardini Napoleonici, dove c’è il padiglione centrale all’inizio chiamato “Pro-Arte”, che nel tempo ha cambiato diverse volte la propria struttura. Nel 1907, visto il successo di pubblico, i paesi stranieri iniziano a costruire i propri padiglioni, il primo a farlo è il Belgio subito dopo le altre potenze, edificando loro le case d’arte! Oggi nei giardini sono racchiusi 29 padiglioni stranieri. La Biennale di Venezia si estende tra i Giardini, i padiglioni e dal 1980 presso l’Arsenale, dove si trova ora il Padiglione Italia. 

Le guerre hanno bloccato alcune edizioni della Biennale,  tuttavia negli anni la rassegna internazionale non ha mai smesso di stupire, ospitando artisti come Klimt, Renoir, Matisse, Cézanne, Modigliani, Van Gogh, De Chirico, Miró, Pollock, Rauschenberg, Koons e infine Damien Hirst. 

Vittorie e proteste si sono alternate. Nel 1910 il futurista Tommaso Marinetti organizza un lancio di manifestini anti Biennale; Picasso viene censurato nel 1905 quando una sua opera viene portata via dal Padiglione spagnolo per il linguaggio artistico troppo innovativo. Picasso dovrà aspettare il 1948 per tornare in Biennale! Nel 1968 gli artisti italiani decidono di contestare la manifestazione coprendo e girando le loro opere, alcune mostre storiche non furono nemmeno aperte; o ancora nel 2011 le proteste degli animalisti contro i 2mila piccioni imbalsamati di Maurizio Cattelan per l’opera “Others”. 

Anche oggi non mancano incidenti e polemiche, padiglioni che non vengono aperti e lasciano fuori le opere degli artisti, come per quello Venezuelano oppure monumentali installazioni da alcuni considerati di dubbio gusto posizionate in punti strategici del percorso espositivo ma che non fanno parte della Biennale e creano così confusione nella stampa internazionale. Confusione ovviamente voluta dagli artisti che sistematicamente cercano di far parte della Biennale anche se non invitati. 

Un esempio tanto discusso di questi giorni è proprio Lorenzo Quinn, la cui opera “Building Bridges”  in questi giorni è sicuramente l’opera più discussa di tutta la Biennale seppur non ne faccia parte. Ma Quinn non è da solo..pare che anche Banksy  sia arrivato alla Biennale questa volta anche lui non è stato invitato, però è stata trovata una  bambina con il giubbino di salvataggio e un razzo fumogeno acceso di colore rosa con i piedi nell’acqua, dentro il canale. Questo parrebbe essere un’opera di Banksy … allora anche lui è arrivato alla Biennale, senza un invito ufficiale!

E quindi una Venezia che si riempie di eventi collaterali, di mostre, di vernissage, di happening, di cene, tutte legate alla Biennale o intorno ad essa! Alcune sono sicuramente da vedere altre da dimenticare. 

Impossibile raccontare una storia della Biennale di Venezia, ma nel 2019 è in programma fino a novembre con un titolo che fa riflettere  “Che tu possa vivere in tempi interessanti” e l’arte sicuramente ci permette di farlo.

 E tu, sei pronto a visitare la Biennale di Venezia?

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