GREEN ART 2025: dal BLU al VERDE, quando l’arte pubblica costruisce comunità a Santa Teresa (Pirri) con la Fondazione Domus de Luna e Exmè Art
GREEN ART 2025 è il progetto di rigenerazione urbana e culturale promosso dalla Fondazione Domus de Luna nel quartiere di Santa Teresa a Pirri supportato dalla Regione Sardegna, realizzato per trasformare l’area dell’Exmè (ex mercato civico) in uno spazio vivo, accogliente e riconoscibile, capace di generare incontro, creatività e crescita per bambini, famiglie, abitanti e artisti.
Nel mese di dicembre 2025 il progetto è stato realizzato con la produzione complessiva di oltre 20 opere murali e il coinvolgimento di 18 artisti . L’intervento ha interessato l’intero complesso Exmè e anche Casa Futuro di Codice Segreto, rafforzando la dimensione sociale e comunitaria dell’iniziativa.
Nel 2025 il progetto ha aperto un nuovo capitolo, passando simbolicamente dal BLU al VERDE, colore della natura, della cura e della speranza. Questa edizione ha consolidato una nuova identità visiva unitaria, rafforzando il dialogo tra arte e ambiente e contribuendo a rendere il quartiere più sostenibile, vivibile e armonico, attraverso un percorso condiviso con bambini, famiglie e abitanti.
- Dal BLU al VERDE: la visione curatoriale di un nuovo capitolo
- Direzione artistica e curatela: la regia del progetto
- Un’identità visiva unitaria: le regole cromatiche condivise
- Oltre 20 opere e 18 artisti: un museo a cielo aperto
- Laboratori e partecipazione: quando l’arte diventa processo
- Artisti e opere (A–Z)
- Conclusione: perché GREEN ART 2025 è un modello
Dal BLU al VERDE: la visione curatoriale di un nuovo capitolo
Il 2025 segna un passaggio simbolico ma potentissimo: dal BLU al VERDE. Il BLU aveva costruito la prima grande identità di Exmè Art, diventando un elemento riconoscibile e affettivo, scelto dai bambini e consolidato nel tempo. Il VERDE, invece, porta un’altra energia: richiama la natura, la cura, la speranza. Non è un “rebranding”: è un cambio di narrativa.
Perché il colore, nello spazio pubblico, non è un dettaglio: è un messaggio. E qui il messaggio è chiaro: l’arte non arriva per occupare il quartiere, arriva per prendersene cura. Il verde diventa così un linguaggio condiviso che unisce le differenze, tenendo insieme stili e immaginari differenti dentro un’unica identità visiva.
Direzione artistica e curatela: la regia del progetto
La forza di GREEN ART 2025 sta anche nella sua governance: un progetto pubblico, per essere credibile, deve essere leggibile. E per essere leggibile deve avere una regia chiara.
- Direzione Artistica: Andrea Concas (ACAI), con responsabilità su concept, selezione, programmazione e qualità degli interventi.
- Coordinamento artisti e realizzazione opere: Jacopo Cogoni, con approccio trasversale tra digitale, comunicazione e produzione culturale, e con esperienza nello sviluppo di format e nella promozione di artisti emergenti.
- Supervisione artistica e curatoriale: Dott. Roberto Concas, storico dell’arte e museologo, con competenze su museologia, progettazione museale, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale.
Questa architettura organizzativa non è “burocratica”: è strategica. Significa lavorare con un’impostazione “museale” del percorso a cielo aperto, con attenzione a coerenza narrativa, leggibilità e valorizzazione nel tempo. In altre parole: non un insieme di interventi scollegati, ma una collezione urbana che diventa parte dell’identità del quartiere.
Un’identità visiva unitaria: le regole cromatiche condivise
Per garantire continuità curatoriale e coerenza complessiva, è stato adottato un impianto di curatela fondato su regole comuni e condivise, applicate in modo uniforme. Tutti gli artisti invitati hanno operato secondo linee guida cromatiche obbligatorie, finalizzate ad assicurare armonia visiva e leggibilità del progetto:
- ogni artista ha lavorato esclusivamente con verde e bianco;
- materiali forniti dall’organizzazione: una latta di verde e una di bianco;
- sviluppo libero di sfumature e gradienti (verde → bianco);
- in caso di spray, utilizzo esclusivo di tonalità comprese tra verde e bianco;
- nessun altro colore ammesso.
Questa scelta non limita, ma potenzia: crea un “alfabeto” comune che rende riconoscibile l’intero percorso. Ogni opera resta autonoma, ma la narrazione complessiva diventa unitaria. È così che nasce un museo a cielo aperto: non per accumulo, ma per progetto.
Oltre 20 opere e 18 artisti: un museo a cielo aperto
GREEN ART 2025 ha portato alla realizzazione di oltre 20 opere murali complessive firmate da 18 artisti, alcuni dei quali con più interventi. Il risultato è un percorso urbano riconoscibile lungo l’intero complesso Exmè e Casa Futuro: una sequenza di opere che, pur nella diversità dei linguaggi, costruisce una visione coerente.
Non si tratta di “abbellire” uno spazio: si tratta di attribuirgli valore. Perché quando un luogo viene riconosciuto come culturalmente significativo, cambia anche il modo in cui viene vissuto. E cambia, di conseguenza, ciò che può diventare.
Laboratori e partecipazione: quando l’arte diventa processo
L’azione artistica è stata accompagnata da un’azione partecipativa strutturata: 10 laboratori e il coinvolgimento complessivo di 50 ragazzi, includendo i giovani di Casa Futuro e Codice Segreto, insieme ai ragazzi del Centro Exmè e del quartiere.
I ragazzi hanno partecipato ai momenti di cantiere e alle attività educative e creative connesse, affiancando gli artisti in alcune fasi, osservando e apprendendo. In questo modo ogni intervento è stato non solo un’opera finale, ma un processo condiviso e generativo: inclusione, relazione, cura dei luoghi e crescita di comunità.
È qui che GREEN ART diventa davvero rigenerazione: quando l’arte smette di essere solo “risultato” e diventa “esperienza”.
Artisti e opere (ordine alfabetico)
- Alessio Errante – “Serie di vasi 2026”
Artista con radici nel graffiti writing, ricerca tra segno, forma e colore con sperimentazione materica. - Carol Rollo – “Ragni Serpenti Scorpioni e Zanzare”
Illustratrice e muralista, attiva tra editoria e progetti pubblici, con esperienze nazionali e internazionali. - Conan CA – “Contusu de s’iscra”
Writer con lunga esperienza, ricerca sul lettering e sperimentazione tra pittura e tecniche contemporanee. - Crisa (Federico Carta) – “Balena”
Attivo tra graffiti e pittura; temi ambiente, metropoli e rapporto uomo-natura, con esperienze internazionali. - Federico Pintor – “Bosco Verticale”
Artista e designer, autore dello stile “Pintorismo”, ricerca tra arte e grafica. - G.B. Marongiu – “La natura trova il suo spazio”
Tra design e arte, lavora su equilibrio tra forme essenziali ed eleganza cromatica. - Giorgio Casu – “Verdena”
Attivo tra pittura e muralismo, linguaggio narrativo e attenzione alla rigenerazione urbana. - Ilaria Melis – “Floema”
Pittrice e muralista, ricerca centrata su paesaggio e natura e legame individuo-ambiente. - Joe Tamponi – “Campi”
Illustratore con immaginario influenzato da skate/surf e poster art; segno energico e pop. - La Fille Bertha – “Magical Greenery”
Immaginario onirico e figure ibride, ricerca tra media e superfici diverse. - Lukajan – “Lost Love”
Sperimentazione tra materiali e linguaggi con sensibilità verso trasformazione e sostenibilità. - Maram – “Insetti Alieni”
Ricerca tra muralismo e sperimentazione, immaginario legato a natura, luce e simboli. - Marina Marinetti – “Universo”
Graphic designer e illustratrice, attiva tra comunicazione visiva e progetti legati all’audiovisivo. - Nicholas Bembo – “Radici e rinascita”
Rielabora elementi identitari della tradizione sarda in una sintesi contemporanea. - Prosa – “Verde su Verde”
Tatuatore e illustratore con background da writer; linguaggio dinamico con influenze urban e pop. - Retro – “Emergenza un ritorno necessario”
Dal lettering alla figurazione; attivo in progetti sociali e laboratoriali con focus su inclusione. - Silvia Maxia – “Natura tradizionale”
Artista, storica dell’arte e designer; ricerca tra tradizione e contemporaneo, esperienza educativa. - Urban Kofa – “Fluttuando nello spazio”
Tra aerosol art e pittura; linguaggio contemporaneo legato a figure e simboli nello spazio pubblico.
GREEN ART 2025 è un modello
GREEN ART 2025 dimostra che l’arte pubblica può essere una forma concreta di cura: cura dello spazio, delle relazioni, delle possibilità future. Non è un progetto “estetico” e basta. È un progetto sociale che usa l’arte come infrastruttura culturale, costruendo un percorso unitario, riconoscibile e partecipato.
In un solo mese – dicembre 2025 – sono state realizzate oltre 20 opere, coinvolti 18 artisti e attivati 10 laboratori con 50 ragazzi. Ma il dato più importante non è numerico: è culturale.
È l’idea che un quartiere possa essere più verde, più armonico, più vivo. E che la bellezza, quando è condivisa, diventa appartenenza.
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