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Il Ruolo delle Gallerie nel Sostenere le Artiste Donne Oggi

5 Galleristi Raccontano Cosa Significa supportare le Artiste Donne Oggi

Nel mondo dell’arte contemporanea, il sostegno alle artiste donne è diventato un tema centrale. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, le statistiche mostrano che c’è ancora molta strada da fare per raggiungere una vera parità di genere. In questo contesto, i galleristi giocano un ruolo cruciale nel promuovere e sostenere il lavoro delle artiste. Abbiamo intervistato cinque galleristi di spicco per capire meglio cosa significa realmente sostenere le artiste donne oggi e come stanno contribuendo a cambiare il panorama dell’arte contemporanea.
Per decenni, le galleriste donne hanno lavorato con le artiste per creare reti di sostegno, amicizia e ricerca che cercano di sfidare l’ambiente dominato dagli uomini del mondo dell’arte. Oggi, continuano a mantenere l’urgenza di questo progetto in molti modi diversi.

Galleriste Globali, Tematiche Intersezionali

Le cinque galleriste donne qui presentate sono basate in località che vanno da Londra a Lagos, e questo spettro globale indica l’approccio spesso intersezionale che le galleriste donne adottano nella loro programmazione. Queste galleriste sostengono la molteplicità di questioni che le artiste stanno affrontando oggi, dalla politica del corpo all’ambientalismo.

Le cinque galleriste donne, oggetto di questa presentazione, operano in un ambito geografico che spazia da Londra a Lagos, mostrando così l’ampiezza e la diversità del panorama artistico globale in cui si inseriscono. Questo ampio raggio d’azione geografico non è solo una testimonianza della globalizzazione del mondo dell’arte, ma riflette anche l’approccio intersezionale che queste professioniste adottano nella selezione e nella promozione delle opere d’arte. L’intersezionalità, in questo contesto, si riferisce alla capacità di incrociare, comprendere e valorizzare le molteplici dimensioni dell’esperienza umana e artistica, senza limitarsi a una visione unidimensionale o monoculturale dell’arte.

Queste galleriste sono impegnate nel sostenere e promuovere artiste che esplorano e affrontano una vasta gamma di questioni contemporanee attraverso le loro opere. Tra queste tematiche troviamo la politica del corpo, che comprende la rappresentazione, l’autonomia, la sessualità e la questione di genere, tutte questioni di grande attualità e dibattito sia nel mondo dell’arte che nella società in generale. Inoltre, l’ambientalismo emerge come un altro tema critico, riflettendo l’urgenza e la complessità delle sfide ambientali del nostro tempo, dalla crisi climatica alla distruzione degli habitat naturali e alla perdita di biodiversità.

Attraverso la loro programmazione e le iniziative curatoriali, queste galleriste non solo offrono una piattaforma per le voci artistiche che esplorano queste questioni, ma contribuiscono anche a stimolare un dialogo più ampio all’interno del pubblico e tra i diversi attori del mondo dell’arte. La loro attività si pone quindi come un ponte tra le artiste e il pubblico globale, facilitando l’accesso a opere che altrimenti potrebbero rimanere marginalizzate o non sufficientemente valorizzate.

In definitiva, il lavoro di queste cinque galleriste donne evidenzia come il mondo dell’arte possa essere un potente veicolo di cambiamento sociale, sensibilizzazione e riflessione critica. Attraverso la loro dedizione e il loro lavoro, esse dimostrano l’importanza di un approccio inclusivo e intersezionale nell’arte, che riconosca e celebri la diversità delle esperienze umane e incoraggi una comprensione più profonda delle questioni che definiscono il nostro tempo.

Philomene Magers e Monika Sprüth – Sprüth Magers

Philomene Magers, co-fondatrice di Sprüth Magers, parla dell’importanza che le loro artiste siano viste in pubblico, riferendosi alla serie di lavori progressisti e all’avanguardia che la galleria promuove e cerca di posizionare all’interno di collezioni pubbliche e istituzionali. Sprüth Magers è rinomata per il suo programma rigoroso, curato e basato sulla ricerca, dove il lavoro delle artiste donne ha sempre trovato una casa.

Wendy Olsoff e Penny Pilkington – P.P.O.W

Quando hanno stabilito la loro galleria, P.P.O.W, nel East Village di New York nel 1983, Wendy Olsoff e Penny Pilkington hanno visto un mondo dell’arte che raramente rifletteva le realtà politiche e le conseguenze della liberazione delle donne, dei diritti civili e del movimento anti-guerra negli Stati Uniti. “Volevamo mostrare opere che parlassero al momento,” ha detto Olsoff.

Adenrele Sonariwo – Rele

Tornata in Nigeria 15 anni fa dopo aver studiato nel Regno Unito, Adenrele Sonariwo ha notato che c’era poco nel mondo dell’arte contemporanea del suo paese di origine che riflettesse l’esperienza dei giovani come lei. Rele è nato da mostre temporanee pop-up che mostravano il lavoro di giovani artisti i cui studi Sonariwo visitava localmente a Lagos.

Océane Sailly – Hunna Art

Océane Sailly è la fondatrice di Hunna Art, una galleria d’arte contemporanea con sedi a Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti; Parigi; e Failaka, Kuwait. La galleria rappresenta artiste donne con sede nella regione del Golfo che affrontano la storia della penisola araba.

Millie Jason Foster – Gillian Jason Gallery

Gillian Jason Gallery si basa su una passione intergenerazionale per il sostegno alle artiste donne ed è l’unica galleria nel Regno Unito a concentrarsi esclusivamente sulle artiste donne. Ispirata dall’eredità della nonna di Millie Jason Foster, Gillian Jason, che ha fondato la galleria nel 1980, la galleria ha avuto uno spazio fisico nel centro di Londra dal 2021.

L’articolo evidenzia l’importanza del lavoro delle galleriste donne nel promuovere artiste che affrontano tematiche contemporanee e urgenti, sottolineando come la loro attività sia cruciale per sfidare il predominio maschile nel mondo dell’arte e per assicurare che le voci delle artiste donne siano ascoltate e valorizzate. Le galleriste enfatizzano il loro impegno a presentare un lavoro impegnato politicamente, esplorando tematiche come l’intersezionalità, l’ambientalismo, e la realtà tecnologica e ambientale del momento attuale, attraverso un’ampia varietà di media.

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