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BLOCKCHAIN PER LE ASSICURAZIONI D’ARTE

Arte&Innovazione

Blockchain & Arte anche per le assicurazioni.

Le potenzialità della blockchain nel mondo dell’arte vengono esplorate sempre di più anche dagli artisti, un mercato di opere d’arte nate utilizzando nuove tecnologie si sta sempre più concretizzando e i collezionisti sono pronti ad accoglierle nelle proprie raccolte sono sempre, sempre di più. 

Ma se alcuni elementi della combinazione “artista-opera d’arte-collezionista” non cambiano, ecco che gli operatori del mondo dell’arte si pongono alcune domande, tra cui: “La blockchain potrà essere utile al settore assicurativo delle opere d’arte?”

Negli ultimi anni gli artisti hanno trovato nuove modalità di creazione di opere d’arte, diventando in alcuni casi immateriali, portando così il collezionista e gli operatori dei diversi settori del mondo dell’arte a rapportarsi con modalità del tutto inedite. 

Tra i primi troviamo Kevin Abosch, ritrattista irlandese chiamato crypto artist, il quale per ottenere questo epiteto da anni sta esplorando la potenzialità di utilizzo della blockchain nel mondo dell’arte. Abosch ha infatti scelto di creare la propria criptovaluta chiamata a IAMA Coin, per poi creare all’interno del progetto ben 10 milioni di opere virtuali sulla blockchain di Ethereum, con più di 100 opere d’arte fisiche in qualità di certificati stampati utilizzando 6 fialette del suo sangue, ha dato così vita a opere virtuali rappresentate da token. Senza il Token IAM l’opera d’arte fisica non ha il valore, e senza l’opera fisica il Token non ha così alcun senso.

Solo l’anno scorso nel giorno di San Valentino, l’artista irlandese ha messo in asta sulla piattaforma di asset digitali Gifto la sua The Forever Rose, una fotografia digitale unica e virtuale, creata come Token di Ethereum. L’opera ha venduto per un totale di 1milione di dollari diviso tra 10 investitori che hanno acquistato il lavoro utilizzando cripto valute.

Partendo da questi fatti Sylvie Gleises, responsabile comunicazione marketing e CEO per l’Europa della compagnia assicurativa AXA Art XL, ha posto un interessante interrogativo per il settore assicurativo: “La blockchain nei suoi diversi utilizzi potrebbe essere di aiuto per i professionisti delle assicurazioni?” Esiste un grande potenziale nell’utilizzo della blockchain nell’arte, può infatti cambiare le modalità con cui l’arte stessa viene venduta, pagata e archiviata; gli artisti digitali ne traggono vantaggio dal suo utilizzo perché aiuta a ridurre la falsificazione, le frodi, a dimostrare la proprietà e facilitare l’accesso al mercato secondario. 

E per le opere create secondo modalità tradizionali, se così oggi possiamo dire, ecco che allora l’utilizzo della blockchain potrebbe avere un ruolo nell’assicurazione di opere d’arte.

Ogni opera è unica, così i sottoscrittori di polizze assicurative, prima di assicurarla, devono essere sicuri sui diversi aspetti che la riguardano, tra i più importanti, autenticità e provenienza, determinati dalla presenza di una puntuale documentazione a cura del contraente. 

Una volta appurati quanti più elementi e stabilito il premio, il sottoscrittore implicitamente conferma la genuinità dell’opera d’arte. 

Certificare quindi tutta questa documentazione, tracciarne tutto lo storico e avere così un documento unico legato all’opera d’arte aiuta quindi a chiarire e dare certezze sulla provenienza di un’opera, garantendo così ai sottoscrittori ulteriori elementi utili a valutare sul rischio assicurativo.

Se noi conosciamo tutte le informazioni derivate dallo storico dell’opera, quindi il corredo documentale, i condition report, quindi lo status anche nel tempo, e quindi questi vengono aggiornati man mano che vengono rilasciati i nuovi condition report o ancora in occasioni di prestiti o di movimentazioni in cui bisogna accertare che effettivamente non sia successo niente all’opera; se tutto questo potesse essere tracciato anche con una validazione temporale e legale, tutto questo aiuterebbe il mercato dell’arte e quindi sarebbe più facile anche per le assicurazioni poter in qualche modo tutelare e dare un servizio maggiore da un lato ai capolavori stessi e ovviamente dall’altro ai collezionisti.

Il fatto che grandi compagnie assicurative inizino a valutare sistemi di questo genere è sicuramente una grande opportunità. 

Art Rights è la prima piattaforma che utilizza la blockchain quale sistema di validazione temporale, per tracciare tutto lo storico di questo, una start up culturale italiana, innovativa, in cui sarà possibile gestire, valorizzare e proteggere le proprie collezioni d’arte.

Di certo non sarà la blockchain la panacea di tutti i mali del mondo dell’arte, ma attraverso l’utilizzo di piattaforme quali Art Rights per la certificazione delle opere l’arte e quindi della loro documentazione, con questa tecnologia possiamo avere un valido supporto professionale quotidiano alle attività di artisti collezionisti e professionisti del settore.

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